Sbarazziamoci della grande bellezza

grande_bellezzaSull’edizione internazionale del New York Times del 4 dicembre, Roger Cohen racconta dell’Italia, della sua bellezza e del carattere degli italiani. E’ un articolo come mille altri sulla bellezza dell’Italia, sulla diffidenza degli italiani verso il potere e il cambiamento, sul buon cibo, sul bello stile. Cohen salta di luogo comune in luogo comune con la tipica dolcezza nostalgica di chi ha speso un po’ di tempo a Roma, magari da ragazzo, ed è contento di ritrovare molti anni dopo le cose dei suoi ricordi. Per Cohen la rassegnazione degli italiani e la loro diffidenza verso il futuro e il progresso sono sintomi di una saggezza profonda, di una speciale consapevolezza per cui “l’ambizione affonderà, la conquista sarà disfatta, le ricchezze andranno perdute, il potere sarà dissolto, i palazzi crolleranno, i grandi amori finiranno, i confini saranno ridisegnati; e a te, infine spogliato delle tue illusioni, non sarà lasciato altro conforto che nella bellezza, nella famiglia, nel tuo angolo di città, e in un piatto fumante di bucatini all’amatriciana”.

Cohen ammette che l’Italia debba cambiare, ma ha simpatia per la diffidenza degli italiani verso il cambiamento e pensa, in fondo, che abbiano ragione loro a non preoccuparsene. In America si pensava, dice Cohen, che la caduta del Muro di Berlino avrebbe comportato il trionfo della libertà e della democrazia, ma non è stato così: abbiamo Al Qaeda, Putin, la Cina. “Gli italiani tendono a fare spallucce. Loro lo avevano sempre saputo. Ci sono ragioni irresistibili per preferire la bellezza alle squallide faccende del mondo”.

Ci sono molti italiani a cui questo tipo di articoli piacciono molto. Un po’ è per via dell’esterofilia: gli stranieri che amano l’Italia (un editorialista del New York Times, poi) fanno sempre un bell’effetto. Un po’ è per via della consolazione offerta da questo genere di riflessioni: abbiamo tanti problemi, certo, ma quanto è bella Trinità de’ Monti? quanto sono buoni i carciofi alla romana? Un po’ è per via di una certa sintonia di pensiero: in tanti, infatti, pensano davvero che siccome tutte le cose sono precarie, e i palazzi gli amori i poteri non sono eterni, è più saggio lasciar perdere e non preoccuparsi del futuro.

Sono sciocchezze, è bene ricordarlo. La caducità delle cose non è mai stata, né mai sarà, una buona ragione per fregarsene del mondo. E quando le cose vanno male, averlo previsto consola solo gli stupidi. Non credo che Roger Cohen preferirebbe lasciare a suo figlio delle ottime ricette di cucina regionale al posto dell’abitudine alla ragione, all’ottimismo e all’altruismo. Non credo che gli consiglierebbe di non studiare perché le cose imparate, come il cervello che le contiene, andranno in polvere nel giro di qualche decennio. Non credo che nessun uomo ragionevole potrebbe mai davvero applicare, a sé o ad altri, quei consigli che Cohen trova tanto romantici. Inventarsi una teoria suggestiva per spiegare l’egoismo, l’abitudine all’interesse particolare, la diffidenza per la scienza e la ragione, il sospetto verso gli altri, l’inazione, il disprezzo per il futuro è un’offesa intellettuale enorme.

Ho sempre pensato che ci sarebbe stato un momento in cui l’intolleranza verso questa retorica bollita della dolce vita sarebbe diventata d’obbligo. Purtroppo questo momento l’abbiamo già superato. Con l’Italia che ci ritroviamo intorno, è obbligatorio sbarazzarsi dell’ideologia fradicia di Cohen, che consente ai peggiori egoisti di assolversi per aver rinunciato al futuro e permette a tutti di difendere l’attuale stagnazione con allure romantico e con l’aria di chi la sa lunga.

Si cita spesso la falsa frase di Maria Antonietta sulle brioches, ma non si riflette mai sul  fatto che chi la pensa come Cohen sarebbe stato perfettamente in grado di pronunciarla per davvero. Ogni volta che sentite qualcuno consolarsi con la grandezza di Roma e col nichilismo romantico da quattro soldi di Cohen, dovreste voltarvi verso di lui e chiedergli conto della sua teoria, in dettaglio. Nessuno dovrebbe tornarsene a casa senza che gli abbiate prima mostrato la sciocchezza della loro grande bellezza.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...