Dieci idee per un Natale razionale

IMG_3245-0Il Natale mi piace. Mi piacciono le luci a festa, le musichette stucchevoli, la gente che si fa i regali, le repliche sonnacchiose dei film di Frank Capra, i pranzi con le persone care. L’eccesso è indigesto, certo. Ma una buona dose di tutte queste cose, per qualche settimana all’anno, mi mette di buon umore. Una passione di questo genere suscita perplessità tra atei e credenti. I primi mi ricordano che il Natale è una festa religiosa, l’anniversario della nascita di una divinità, e come tale andrebbe disertata per non rendersi complici della diffusione di credenze false e dannose. I secondi mi obiettano che le cose che mi piacciono del Natale sono una perversione consumistica, che il vero spirito del Natale è altrove, non nelle lucine dei negozi e nel buonismo che gonfia le vendite, ma nel messaggio religioso che ci sta dietro.

Le due critiche, però, non possono valere entrambe. La verità è che il Natale che mi piace non è una festa religiosa, ma una festa spuria di cui si può migliorare il senso. Del resto, i cristiani hanno cambiato il nome e il senso a una festa pagana che c’era già. E il commercio americano si è appropriato del rito cristiano e ne ha cambiato i connotati radicalmente. Adesso noi, razionalisti e progressisti, possiamo fare lo stesso: ridisegnare lo Spirito del Natale per tenerci le cose festose e un po’ stucchevoli e aggiungerci le cose giuste.

1. I riti sono una bella cosa. Anche il più intransigente razionalista si concede un brindisi ogni tanto. E’ piuttosto assurdo alzare un calice e recitare un verso o ricordare una persona cara, un luogo della letteratura, o un pensatore che ci ha ispirato – il tutto poco prima di ingurgitare dell’alcol. Ma il senso delle cose del mondo si costruisce anche attraverso dispositivi estetici, non soltanto logici. Tutti abbiamo bisogno di storie e schemi narrativi per cominciare a fare ordine tra le nostre esperienze più emotivamente rilevanti. Come succede con la letteratura e l’arte, il senso delle cose a volte va affrontato per vie oblique. I riti sono una di queste vie. Possono essere belli, e più sono belli e profondi più fanno bene. Il Natale razionale dev’essere un rito bello e profondo.

2. Tradizioni nuove di zecca. Rivendicare l’autenticità di un rito è una sciocchezza. I riti e le feste nascono e crescono nella storia e la storia li modifica, li contamina, li reinventa. Il bello della faccenda è che in questo modo i riti e le feste possono diventare migliori di com’erano prima. Lamentarsi perché una certa cosa non è più fatta com’era fatta originariamente o come la facevano i nostri nonni tanti anni fa non è un buon motivo per lamentarsi di una cosa. Qualcuno può sempre avere una buona idea e aggiungere una nuova “tradizione” a quelle che c’erano prima. Noi siamo per le tradizioni belle, non per quelle più antiche. Il Natale razionale è un Natale migliorabile.

3. La religione non c’entra. All’avvicinarsi di ogni Natale, il grande Christopher Hitchens scriveva un pezzo infuocato su Slate per condannare la festa. Il punto di Hitchens, però, riguardava il significato religioso della festa. Cioè la nascita di Gesù, figlio di Dio e Dio egli stesso, secondo un meccanismo complicato e mai del tutto chiaro neppure a chi, come il sottoscritto, a catechismo era molto attento. Però, esattamente come i primi cristiani si sono appoggiati per comodità alla festa pagana del solstizio d’inverno per festeggiare il loro nuovo dio e la Coca Cola si è appoggiata alla festa cristiana per vendere più bibite, noi possiamo appoggiarci a quel che è oggi il Natale – una festa spuria e perlopiù secolarizzata – per riflettere sul significato della sincerità, del dono e della bontà.

4. I regali sinceri. Se quando arrivate a un certo nome della vostra lista non riuscite a pensare a un regalo bello, passate al nome successivo. Nel Natale razionale, i regali sono solo sinceri e belli. I regali brutti o falsi non fanno bene a nessuno, né a chi li fa né a chi li riceve. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. In questo 2014 ho riflettuto soprattutto su due questioni. La prima è come essere un buon padre per mio figlio. La seconda, non del tutto scollegata dalla prima, riguarda la sincerità. Tutti noi pensiamo che la sincerità sia una cosa importante, ma la maggior parte di noi mente con eccessiva facilità. Lo facciamo per convenzioni sociali, per non offendere qualcuno, per pigrizia o comodità, perché pensiamo di risparmiare un dolore a una persona cui teniamo. In realtà, nella maggior parte di questi casi, faremmo meglio a dire la verità. E’ la lezione più semplice eppure più trasformativa che ho imparato di recente. E che cercherò di regalare in giro.

5. I giocattoli sessisti. Uno degli argomenti su cui parecchi maschi intelligenti e istruiti si trasformano in animali totalmente illogici è il femminismo. Nel Natale razionale potete aiutare gli uomini e le donne di domani regalando loro giocattoli che non replicano i peggiori stereotipi sui ruoli di genere. Non c’è nessun argomento decente che vi possa distogliere dal farlo.

6. Siate il parente razionale. I figli dei vostri cugini, le figlie delle vostre sorelle, i nipoti dei vostri cognati – insomma, i bambini che vi capita di incontrare ai grandi eventi di famiglia sono in buone mani? Quant’è il rischio che crescano pieni di condizionamenti culturali stantii e schemi ideologici sbagliati? Che possibilità c’è che siano esposti a stimoli intelligenti e a insegnamenti giusti ma non convenzionali? Se il rischio c’è, il vostro compito, nel Natale razionale (e non solo, ovviamente), è correre in loro soccorso. Un libro, un gioco intelligente, un dvd, un invito a teatro, un biglietto del treno per venirvi a trovare potrebbero essere una delle cose che, tra dieci anni, questi ragazzi ricorderanno come l’inizio del resto della loro vita. Non vi sottovalutate. A volte anche una chiacchierata sincera su un argomento qualsiasi potrebbe essere il miglior regalo delle loro feste.

7. Ma Babbo Natale esiste? C’è gente serissima che dibatte con grande dedizione se sia giusto oppure no far credere ai bambini la storia di Babbo Natale. Io propendo per il no, per varie ragioni. La prima la trovate al punto 4. La seconda ragione, collegata alla prima, è che il momento in cui i vostri bambini scopriranno che avete mentito per anni è il momento in cui capiranno di non potersi fidare incondizionatamente di voi. La terza ragione è che educare un bambino a comportarsi bene in cambio di una ricompensa immediata non è forse la migliore strategia educativa. La quarta ragione è che il trauma che molti bambini soffrono nello scoprire l’imbroglio è peggiore dell’eccitazione che hanno provato quando ancora ci credevano. La quinta ragione è che non è mai troppo presto per insegnare ai vostri figli che credere a qualcosa basandosi su prove insufficienti non è una buona idea. Ad ogni modo, questa potrebbe essere un’ottima conversazione da fare alla vigilia di Natale coi meno razionalisti della festa.

8. Il senso della famiglia. C’è un pezzo di George Carlin sui dieci comandamenti in cui c’è la più semplice e scandalosa lezione razionale sulla famiglia. Onora il padre e la madre? Be’, dice Carlin, solo se se lo meritano. Ci sono genitori che meritano rispetto. Ci sono genitori che non meritano rispetto. Chi se ne merita di più e chi se ne merita di meno. Tutto qui. La stessa cosa vale ovviamente per figli, zii, nonni, nipoti, fratelli e sorelle. Il fatto che nasciamo in una famiglia e non in un’altra è un fatto puramente casuale. Nel Natale razionale, non possiamo pretendere che i nostri parenti ci giudichino con più indulgenza perché il caso ha voluto che siamo nati nella stessa famiglia. Dobbiamo meritarci il loro affetto e il loro rispetto. E dobbiamo pretendere che loro facciano lo stesso.

9. L’albero di Natale va bene. Ci sono ottime ragioni estetiche per rifiutare alcune delle cose più kitsch della stagione natalizia. Ma non c’è nessun buon argomento razionale per essere contro alberi addobbati, palle lucide, lucine lampeggianti e fili sbrilluccicosi. Se vi piacciono, datevi da fare.

10. Il Natale razionale è meglio. Anche i più bravi qualche volta vacillano e preferiscono mordersi la lingua piuttosto che commentare ad alta voce le sciocchezze dette a tavola. Chi più, chi meno, lo facciamo tutti. Conosco alcune persone che lo fanno molto, ma molto meno di me – cioè se pensano che qualcuno stia sbagliando, glielo dicono quasi sempre. È una cosa faticosissima da fare e so che queste persone che lo fanno si comportano meglio di me. E so anche che ogni volta che non lo faccio, ogni volta che mi mordo la lingua, sono un po’ peggio di come potrei essere. Tua cognata festeggia la vigilia facendo imparare ai figli un brano della Bibbia e tu invece ai tuoi figli spieghi che è sempre meglio dire la verità a qualcuno? Be’, in quel momento sei meglio tu di tua cognata. Evitare giudizi di questo tipo non è un atto di umiltà, ma di arroganza. Perché tenersi questo giudizio per sé priva gli altri dell’opportunità di migliorarsi, se hai ragione tu, o dell’opportunità di migliorare te, se sono loro ad aver ragione. Quest’idea è il miglior regalo di Natale che possiate farvi e fare agli altri.

Buon Natale razionale a tutti.

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One thought on “Dieci idee per un Natale razionale

  1. Ecco, perfetto. Ho solo qualche riserva su Babbo Natale (al netto del fatto premi/punizioni, che aborro), nel senso che magari dipende da come lo si affronta, ma qui, nonostante i travestimenti del nonno o la visita alla capanna di babbo natale in montagna, mi sembra che per lei appartenga a quello stesso mondo immaginifico in cui stanno Peppa Pig i mostri delle favole e tutto quel tipo di creature “magiche”: poi magari è una versione del “nonperchésiamiafigliama”, però mi pare che in fondo a quattro anni abbia un’idea del fatto che non sia proprio lo stesso tipo di “esistere” quello del mondo reale e quello dei personaggi di fantasia. Però è una di quelle cose in cui il dilemma è forte.

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