Anche voi pensate ad personam?

CiceroneLa notizia di questi giorni è che in un decreto legislativo preparato dal governo è stata inserita una norma che potrebbe cancellare la pena che Berlusconi sta scontando, cioè l’affidamento ai servizi sociali e l’impossibilità di candidarsi per un po’. La norma in questione fissa una soglia quantitativa per la punibilità di certi reati tributari e questa soglia è calcolata in proporzione al reddito dichiarato (se si tratta di evasione di imposte sul reddito) o all’IVA dichiarata (se si tratta di evasione dell’IVA).

La soglia è del 3% e lo scopo della norma è chiaro: evitare il carcere (ma non le multe) quando l’evasione è di piccola entità rispetto alle tasse pagate. E’ possibile (sebbene gli esperti ne discutano) che questa norma, se approvata, tolga un bel po’ di problemi a Silvio Berlusconi, consentendogli di ricandidarsi alle prossime elezioni.

Lo scandalo nato su giornali e social network riguarda proprio le motivazioni per cui il governo Renzi avrebbe voluto inserire una norma di questo tipo. Si sospetta, infatti, che si tratti dell’ennesima legge ad personam, cioè nel linguaggio giornalistico di questi ultimi (tanti) anni, una legge fatta allo scopo di favorire qualcuno in particolare, di solito proprio Berlusconi. La novità sarebbe che questa nuova legge ad personam in favore di Berlusconi non sarebbe stata approvata da un governo o da una maggioranza berlusconiani, ma da un governo rispetto al quale Berlusconi è all’opposizione. Per i critici di Renzi questa sarebbe la prova che c’è un patto occulto tra Berlusconi e il Presidente del Consiglio e che quest’ultimo si è impegnato a un baratto immorale in cambio di vantaggi politici.

Lo scandalo più grande, però, è che a nessuno interessa se la norma in questione sia giusta o sbagliata. I cronisti, i commentatori, gli esperti di diritto sono (quasi) tutti concentrati sul problema se la soglia del 3% possa scagionare Berlusconi e rimetterlo in politica. I cittadini sono arrabbiati per il fatto che questo meccanismo per dosare le pene crei un beneficio a Berlusconi. Gli indignati di Facebook si stracciano le vesti perché una nuova regola possa tornare a vantaggio di Berlusconi. Ma nessuno di questi si rende conto di commettere lo stesso peccato che condanna a gran voce.

Qui non si mette in dubbio il fatto che fare un favore a qualcuno sia una pessima ragione per fare una legge. Il fastidio per le cosiddette leggi ad personam è un fastidio sano e un legislatore che emani leggi per dispensare favori o vendette è un cattivo legislatore. E’ giusto, quindi, fare tutte le domande del caso e giudicare con severità questo pessimo uso del potere.

Allo stesso modo, però, il fatto che una legge favorisca una persona sgradita è una pessima ragione per giudicarla sbagliata. Anzi, non è proprio una ragione, è una cosa senza senso. E’ giusto o non è giusto non punire col carcere le evasioni di minore entità rispetto alle tasse pagate? Ci sono degli argomenti per sostenere che sia giusto, degli argomenti per sostenere che sia sbagliato e degli argomenti per fare delle distinzioni più sottili. Questa discussione però non sta avvenendo. E’ possibile che a nessuno di tutti quelli che si indignano per questa vicenda sorga il dubbio che la loro è una valutazione ad personam, e non oggettiva, esattamente come quella di cui accusano il governo Renzi? E’ possibile che nessuno faccia notare che se Renzi pensava che la norme fosse giusta, il fatto di eliminarla solo perché avvantaggia Berlusconi è una cosa ancora più assurda e vergognosa?

Il test per capire se anche voi ragionate ad personam è molto semplice. Supponendo che non vi piace Berlusconi e che ritenete odioso che gli vengano fatti favori sottobanco per via di leggi fatte su misura, ipotizzate il caso in cui, dopo aver ascoltato una discussione seria, informata e intelligente su questa norma, vi convincete che sia una norma giusta. La norma è una norma oggettivamente giusta e farebbe un favore a Berlusconi. Siete a favore o contro questa norma?

Se avete risposto che siete contro, state ragionando ad personam. Perché ci possono essere delle cattive ragioni per fare delle leggi giuste, ma non possono esserci delle buone ragioni per non cambiare delle leggi ingiuste. Ridurre la discussione su una legge che tratta di mandare delle persone in carcere al fatto che avvantaggi o meno una singola persona scoperchia la triste verità del discorso pubblico italiano: Quasi nessuno crede che esistano cose giuste o sbagliate da fare, ma solo cose che avvantaggiano Tizio e cose che avvantaggiano Caio. Lo scandalo più grande è che l’opinione pubblica e gli intellettuali italiani hanno perso qualsiasi fiducia nella ragione e nella realtà. Rifate il test, per favore, e fatelo fare alle persone che conoscete: se volete che i vostri nipoti abbiano una chance di vivere in un paese migliore, dovete cominciare a darvi da fare subito.

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